Ciao a tutti. Finalmente scendiamo in pista con Trool anche noi!!
“Noi chi?”, vi domanderete.
Ma noi della Parabolica!
“E chi vi conosce? Chi siete?”
Se ci date un minuto proviamo a spiegarvelo: innanzitutto siamo di Monza.
Siamo un gruppo di 11 ragazzi; veniamo da diverse scuole della città. A scuola non si andava tanto bene e quest'anno ci siamo ritrovati insieme a frequentare la Scuola Popolare che ci sta accompagnando ad affrontare gli esami di terza media (come, ve lo spiegherà meglio qualcuno dei ragazzi attraverso un suo post).
Qui ci sono alcuni educatori che insieme a tantissimi volontari hanno affrontato con i ragazzi l'avventura di questo anno scolastico 2011-2012 che volge ormai al termine.
E vorrei soltanto spiegarvi perchè abbiamo scelto di chiamarci così.
Ci siamo scervellati per trovare un nome che contenesse un riferimento alla nostra città; ma, gira e rigira, si andava sempre a sbattere sulla stessa cosa: la mitica pista, l'autodromo dove corrono le Ferrari e i campioni della Formula 1. E' il luogo che rende famosa la nostra città nel mondo.
Ma non volevamo essere banali; e allora (siccome di motori alcuni dei nostri ragazzi si intendono, eccome), dell'autodromo abbiamo scelto un punto preciso:LA PARABOLICA, la curva che nel circuito immette nel rettilineo finale.
E' la curva dei campioni: da affrontare ad alta velocità, ma con grande concentrazione, perchè il raggio di curvatura è sempre più stretto e comunque si deve tenere alta la velocità per uscire alla grande sul rettilineo. Ed è una curva pericolosa: in passato ci sono stati incidenti anche gravissimi.
Come quello in cui perse la vita nel 1961 il campione tedesco Von Trips: perse il controllo della sua monoposto all'uscita della curva e piombò sul pubblico, uccidendo 15 spettatori. O quello in cui morì l'austriaco Rindt nel 1970, l'unico pilota a vincere un titolo mondiale alla memoria.
Noi ragazzi della Scuola Popolare abbiamo 14-15 anni. A questa età hai un po' la sensazione di essere su una specie di curva parabolica dove si rischia ogni secondo di uscire fuori strada, ma devi comunque provare ad andare al massimo, per non ritrovarti staccato dagli altri sul traguardo.
Perchè crescere è un'avventura, e in certi momenti l'avventura significa anche affrontare situazioni pericolose... e venirne fuori bene.
Ciao ragazzi. Grazie della vostra attenzione. Speriamo proprio che questo post vi sia piaciuto, e, se vi va, cliccate sul mi piace.
Comunque da oggi ci siamo anche noi della Scuola Popolare. E siamo contenti di esserci.