Le strutture difensive di Prato

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Le strutture difensive di Prato

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Cenni storici – urbanistici sulla città medievale
Mentre il sistema feudale, che trova il suo centro nel castello, si evolve a poco a poco, la città, che in Europa, e soprattutto in Italia non era mai completamente scomparsa, lentamente e faticosamente dal sec. x in poi risorge e si sviluppa in forme originali. Con la rinascita delle città, rifioriscono le industrie, i traffici, i commerci, si forma e prospera una nuova classe sociale, la borghesia, che ad essi è legata.
Tra le caratteristiche fondamentali della città Medioevale possiamo anzitutto porre il fatto che essa è racchiusa entro una cinta di mura che la protegge da eventuali attacchi esterni (soprattutto di Ungari e Normanni, i nuovi "barbari" del tardo Medioevo). Le torri sono quadrate o tonde, merlate, spesse, a più cinte, con cammino di ronda che, in tempo di pace, è anche luogo di passeggio pubblico. Con il crescere della potenza della città le mura si fanno via via più larghe e fortificate, ad includere i nuovi borghi sorti intorno ad essa.
La pianta della città medioevale è varia; ora è rettangolare a blocchi, ora a scacchiera, ma, per lo più, si adatta al luogo in cui sorge, presentando così salite e discese sia nelle strade sia nelle piazze (tipica la "piazza del Campo" di Siena e la "piazza del Saracino" ad Arezzo). Le strade sono strette, sinuose; vie e viuzze si snodano con curve anche a gomito, presentando angoli caratteristici, sboccando all'improvviso davanti a chiese, a palazzi o a panorami di campagna. La tortuosità e l'ampiezza limitata servono anche a difendere gli abitanti dai venti e dal freddo al Nord, dal caldo sole al Sud. Sono spesso fiancheggiate, su entrambi i lati, da portici che formano la parte anteriore della bottega, riparano i banchi degli artigiani e dei mercanti, che lavorano sovente all'aperto. Fino al '600, infatti, le botteghe non hanno vetrine, perché il vetro è un articolo di lusso. Particolare cura si ha per la pavimentazione stradale, per cui si adotta il lastricato (grandi lastre di pietra) o il selciato (piccoli selci di pietra squadrati o ciottoli rotondi) a seconda del materiale ma anche della pendenza, perché, ad esempio, nelle strade di città di zone fredde, il selciato fortemente irregolare favorisce una maggiore viabilità d'inverno..
La pavimentazione stradale, la manutenzione e la pulizia delle strade sono compito dei cittadini. Il nucleo civico della città medioevale, quello cioè in cui si svolge la vita sociale e politica della comunità urbana, formata da liberi cittadini i cui doveri e diritti sono regolati dagli statuti e che svolgono la loro attività nell'ambito delle associazioni, corporazioni delle arti e dei mestieri, è costituito da un complesso di edifici che spiccano sugli altri per la loro imponenza e per la funzione cui debbono assolvere. Anzitutto la cattedrale in cui, nei primi tempi soprattutto della struttura urbana, la gente si raduna più frequentemente. Davanti alla cattedrale o nelle sue vicinanze si apre la piazza del mercato, la cui importanza, con l'evolversi della città, cresce di continuo. Nella piazza del mercato, che può avere forme diverse, si contratta ma si tengono anche riunioni pubbliche ed assemblee. Qui si impiccano o bruciano i criminali o gli eretici, si tengono sacre rappresentazioni, si svolgono tornei. Edificio caratteristico delle città comunali è il Palazzo di Città variamente denominato, dove si tengono le riunioni e le assemblee per il governo della città, che nei primi tempi si tenevano nelle chiese, e per l'amministrazione della giustizia. Tipici di queste città sono anche i palazzi delle Corporazioni degli artigiani e dei mercanti, cioè di quelle associazioni di cittadini che esercitano la stessa professione (lanaioli, pellicciai, setaioli, banchieri, speziali, ecc.) e che costituiscono la classe dirigente della città stessa. Il numero di abitanti delle città medioevali è assai vario, ma poche sono le città sui 100.000 abitanti (Milano, Venezia, Firenze in Italia, Parigi in Francia). Fuori d'Italia, oltre Parigi, pare che le città più grandi fossero Bruges e Londra (rispettivamente 70.000 e 40.000 abitanti); le altre oscillavano tra i 5.000 e i 35.000.
Case torri
Direttamente legata allo sviluppo delle cinte murarie di Prato è l'ubicazione delle case-torri edificate tra l'XI e il XIII secolo, che costituiscono un aspetto caratteristico della Prato medievale.
Le torri, costruite dalla nobiltà feudale per motivi di prestigio e per essere usate come strumenti di difesa e di offesa nelle faide che coinvolgevano le varie famiglie nobili inurbatesi in città, sono state distrutte o trasformate.

Tracce di alcune delle torri costruite all'interno della prima cerchia muraria (antecedentemente al XII secolo) sono ancora visibili all'angolo tra via Mazzoni e via dell'Accademia; gli edifici di fronte a via dei Lanaioli, oggi ristrutturati, erano antiche torri; la torre del vicolo dei Bardi accanto alla casa-torre di Piazza S.Antonino è un altro cimelio dell'XI-XII secolo.
Ci sono poi torri edificate nella seconda cerchia di mura: la torre in angolo fra via Garibaldi e il vicolo Buonconti, la torre dei Giudei detta della Buca; la torre degli Ammannati e altre.
Le famiglie più abbienti, sopravvissute alla peste del 1348 che aveva ridotto del 70% circa la popolazione pratese, ebbero la possibilità di costruire ex-novo dei palazzi e di riuscire a fondere in un unico corpo fabbricati già esistenti nell'ambito del centro cittadino. Inoltre la crisi demografica ed edilizia offrì al Comune la possibilità di dare un più ampio respiro all'agglomerato urbano mediante l'allargamento di piazze e strade. Piazza del Duomo, piazza del Comune e piazza S. Francesco sono infatti il risultato di demolizioni effettuate in gran parte nel periodo rinascimentale.

Il cerchio antico (XII secolo)
Dopo il primo insediamento cittadino formato da Borgo al Cornio e da Borgo al Prato, che poi si riunirono per formare la città di Prato, fu necessaria la costruzione di una cinta muraria che difendesse questo nuovo borgo diventato importante per il commercio della lana.
La cerchia muraria (iniziata intorno al 1175 e terminata nel 1196) era costituita da blocchi squadrati di pietra alberese, provvista di torri e bertesche e comprendeva otto porte:
- porta Santa Giovanni, situata di fronte alla via Santo Stefano;
- porta Tiezi in via Garibaldi;
- porta Capo di ponte in via Cairoli;
- Porta Corte in via San Jacopo;
- porta Santa Trinita in via Santa Trinita;
- porta Fuia in via del Pellegrino;
- porta Gualdimare in via cesare Guasti;
- porta Travaglio in via San Michele.
In prossimità delle porte maggiori ponti levatoi gettati sul fossato assicuravano il transito per e dalla città.

L'andamento della prima cinta muraria aveva una forma quadrangolare. Dapprima, secondo una tecnica assai comune nel medioevo, furono edificate le porte lungo i fossati dove venivano posati i ponti levatoi e poi vennero erette le mura che univano tutte le porte già costruite.
La cerchia muraria (XIV secolo)
Con l'espansione dei sobborghi fuori della seconda cerchia muraria, fu necessario provvedere a nuove fortificazioni, costruendo il primo tratto di mura che si estendeva per tutta la lunghezza del Mercatale.
Il secondo tratto di mura, terminato nel 1332, si estendeva sino a porta Gualdimare.
Probabilmente la costruzione era proceduta indipendentemente dalle due estremità delle mura sul Bisenzio (lato settentrionale sino a porta Gualdimare e lato orientale sino alla Rocca Nuova).
Fra il 1338 e il 1351 furono costruite le mura fra porta Gualdimare, porta Santa Trinita e una rocca nel punto in cui si attesta il cosiddetto "cassero".
Dopo la peste del 1348 il Comune di Prato interruppe la costruzione del tratto di mura mancante che fu ripresa 1382 per esplicito ordine del comune di Firenze a cui Prato era sottomessa.
Il Cassero
In origine "Corridore del Cassero" (cioè corridoio del Castello), fu voluto dai fiorentini subito dopo l'assoggettamento del Comune di Prato per collegare la piccola fortezza da loro costruita a ridosso delle mura con la porta orientale del Castello.
L'alto muro merlato mostra una lunga serie di finestre a lunetta alternate a piccoli finestrini rettangolari che danno luce al passaggio, coperto con volta a botte, realizzato nel muraglione.
Un altro camminamento scoperto corre al disopra.

Il Cassero rimane aperto al pubblico dalle 16.00 alle 19.00 dal lunedì alla domenica nei mesi di aprile, maggio, giugno,settembre e ottobre. Chiusura infrasettimanale il martedì.

Le mura di prato
La cerchia di mura che delimitano il centro storico di Prato, in gran parte ancora esistente, risale al XIV secolo.
Venne costruita per inglobare le costruzioni che sorsero fuori dalla precedente cerchia muraria (in particolare la chiesa di san Domenico e l'odierna piazza Mercatale, allora sede del mercato cittadino). Essa contenne tutta la città finno alla fine dell'Ottocento, e dal 1653 al 1916 delimitava il territorio della primitiva diocesi cittadina.
Storia
Costruite in pietra alberese a partire dal 1300, quando la città era ancora un libero comune, le mura vennero terminate 50 anni più tardi. La loro costruzione venne infatti interrotta a causa dell'epidemia di peste che sconvolse in quel secolo tutta l'Europa. Il tratto mancante (che va dall'odierna piazza San Marco a porta Santa Trinita) venne terminato quando la città si trovava già sotto la signoria di Firenze: questo tratto, a differenza del restante, presenta infatti un camminamento sostenuto da archetti pensili a sesto acuto. Inoltre, le mura di questo tratto vennero unite al Castello dell'Imperatore attraverso un corridoio coperto, chiamato Cassero.
Nel XVI secolo, col cambiamento delle tecniche di guerra dovuto alla polvere da sparo, ai vertici dell'esagono creato dalla cerchia furono aggiunti 6 bastioni e venne tolta la merlatura. Il rinforzo delle strutture difensive venne curato dai fiorentini, che in qualche modo vollero ridare sostegno alla città dopo il terribile sacco di Prato.

 

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