04 Giugno 2012 | racconta >

Storie in filza e giochi di carte

crescere che avventuraInternet può essere un terreno molto fertile in cui sperimentare le provocazioni creative di Gianni Rodari, il quale propone alcuni metodi divertenti per la creazione di storie, come il binomio fantastico e l'insalata di fiabe. È facile immaginare i collegamenti possibili tra le proposte rodariane e le risorse del web 2.0. Noi di Trool avevamo bisogno di poter infilzare storie collettive all'interno del progetto Crescere che avventura. È per questo che, tra tutti i giochi rodariani che conoscevamo, abbiamo scelto quello che ci permetteva di mettere le carte in... favola.

In realtà questo gioco è stato inventato da Franco Passatore e dal gruppo Teatro-Gioco-Vita, ma viene citato con entusiasmo da Rodari nel suo libro “Grammatica della fantasia”, nel quale afferma con gentile ironia: “A me sembra un gioco bellissimo. Così bello che vorrei averlo inventato io. Ma non sono geloso di Franco Passatore e dei suoi amici”.

mettere le carte in favola

Il kit del gioco è semplice da realizzare, bisogna preparare un bel mazzo di carte fatto di cartone e immagini ritagliate da riviste e giornali.

Nella versione originale del gioco i bambini inventano la storia di sana pianta, senza troppe indicazioni iniziali. Nel nostro caso invece, c'erano alcuni temi portanti da sviluppare: infanzia, abbandono, identità, famiglia.  Questo perché l'attività è stata realizzata come parte finale di un percorso, in cui i temi sopracitati erano già stati affrontati con altre modalità. 

Dunque il gioco parte, l'educatore propone lo scenario iniziale e la storia prende il volo. A turni, ognuno sceglie una carta e ne interpreta liberamente l'immagine per inventare a raffica la propria puntata del racconto, collegandola a quella precedente. Dopo viene stilata una lista di tutti i partecipanti, rispettando l'ordine dei capitoli. Ciascuno scrive su carta il proprio testo e solo a questo punto si va in rete. Ogni autore scrive il pezzo all'interno del proprio blog e ne arricchisce il contenuto con immagini prese dal web. Infine, tutte le puntate vengono legate attraverso un collegamento ipertestuale e così nasce la nostra storia in filza. Anzi, le nostre storie in filza, perché ne abbiamo due.

In entrambe le storie, gli studenti mettono a fuoco l'esperienza dei laboratori didattici in classe, insieme alla visita realizzata alla mostra "Figli d'Italia". Ovviamente l'immaginazione degli autori ha dato vita a narrazioni che rispecchiano le inquietudini proprie della loro età. Nonostante questa libertà narrativa, sono presenti aspetti fondamentali come i segni di riconoscimento, la ricerca d'identità e i legami familiari.

Buona lettura!

La prima è una storia che parla della ricerca delle proprie radici. Il protagonista è un bambino abbandonato che ha la fortuna di incontrare un uomo onesto. La quinta 5A della scuola elementare Del Puglia di Figline Valdarno presenta "La Storia di Evo".

Nella seconda storia la normalità viene bruscamente cancellata dalla vita di una famiglia, che dopo anni di separazione ritroverà l'unità perduta in un modo inaspettato. I ragazzi della 2B della scuola media Carducci di Firenze sono gli autori di "Abbandono e azzardo".

da:naun
per: insegnanti
04 Giugno 2012
alle:17:06